Detrazioni fiscali per porte blindate: ecco quali sono e come richiederle 

Se stai pensando di cambiare le tue porte blindate, di ristrutturarle o di comprarne di nuove, prima di lanciarti in una spesa senza criteri tieni conto delle detrazioni fiscali di cui puoi usufruire! Già, perché anche per quest’anno lo Stato ha messo a disposizione di coloro che vorranno investire sui serramenti dei bonus che potranno essere detratti al momento della dichiarazione dei redditi. Vediamo quali sono questi bonus e come fare per richiederli, con l’aiuto di Gioma Srl esperta nella vendita di porte blindate a Trieste.

 Ecobonus e Bonus Sicurezza: entrambi ti consentono di detrarre il 50% dei costi 

I bonus che ti consentono una detrazione in questi termini sono due: l’Ecobonus, concentrato soprattutto sul risparmio energetico, ed il Bonus Sicurezza, che si ritrova all’interno del pacchetto più ampio destinato agli sgravi per la ristrutturazione casa. Entrambi sono stati prorogati fino alla fine del 2024. Le differenze però tra Ecobonus e Bonus Sicurezza ci sono eccome, eccole di seguito.

 Ecobonus porte blindate 2022: occorre soddisfare i parametri di trasmittanza e i massimali 

Con l’ecobonus per la sostituzione degli infissi e/o delle porte blindate lo Stato agevola fino al 50% dei costi sostenuti purché il tetto di spesa non superi i 60 mila euro e gli interventi comportino un miglioramento energetico all’interno della casa o dell’edificio in cui si procede alla sostituzione o all’installazione. C’è poi un massimale per metro quadrato da cui non si può sforare per la detrazione. In altre parole: la tua porta blindata dovrà rientrare nei parametri della trasmittanza termica e non potrà superare certe cifre economiche.

Certificazione di trasmittanza termica secondo le fasce climatiche

Un aspetto da non trascurare è la ricerca della fascia climatica a cui appartiene il luogo in cui vivi. Ciò dovrà essere infatti dichiarato nella certificazione di trasmittanza termica da allegare ai documenti per la richiesta dell’ecobonus. Tali parametri si trovano nell’Allegato E del Decreto Ministeriale dell’ottobre 2020, in cui si parla dei requisiti da possedere per richiedere l’ecobonus. Le aree climatiche sono sei (dalla A alla F) a cui corrisponde un valore di trasmittanza termica che va da un minimo di 1,00 (W/MqK) ad un massimo di 2,6  (W/MqK).

Massimali in cui rientrare

Sempre il Decreto del 6 ottobre 2020 introduce dei massimali in cui dover rientrare per metro quadro, allo scopo di poter usufruire delle detrazioni. Anche questi massimali variano per fascia e zona geografica e vanno dai 550 euro al metro quadro per le zone A,B e C ai 650 euro al metro quadro per le zone D,E ed F. Stai però attento al fatto che dopo il 6 ottobre 2020 nel massimale non rientrano le voci: Iva, messa in opera (posa) e opere complementari che servono per l’installazione.

Come richiedere l’ecobonus porte blindate e come avviene la detrazione 

L’ecobonus porte blindate e infissi può consistere o nella detrazione dalle imposte oppure nello sconto in fattura o nella cessione del credito, sempre a patto che vengano rispettati tutti i parametri di trasmittanza termica e di massimali economici, e che non si superino i 60 mila euro di spesa. La pratica va inviata obbligatoriamente all’Enea e poi si potranno effettuare i pagamenti (con bonifico bancario o postale) in cui risultino la causale del versamento, il tuo codice fiscale e la Partita Iva dell’azienda che ti ha fornito le prestazioni per la porta blindata.

Bonus Sicurezza e Ristrutturazione: ecco come funziona 

C’è poi un altro Bonus di cui si può usufruire in caso di sostituzione di porte blindate, ed è quello Sicurezza, all’interno del pacchetto Ristrutturazione. È importante qui specificare che mentre per l’Ecobonus viene garantita la detrazione per la sostituzione delle porte blindate vecchie con quelle nuove, per il Bonus Sicurezza la detrazione viene soddisfatta solo con la ristrutturazione di una vecchia porta normale verso caratteristiche migliorative in termini di sicurezza. Questo significa che la porta blindata dovrà prevenire l’intrusione di terzi nelle abitazioni, come furti, aggressioni e comportamenti illeciti.

L’agevolazione avverrà attraverso una detrazione sulle tasse spalmata in dieci anni con un importo uguale per ogni anno di imposta.

Per quali acquisti si può detrarre il 50% della spesa sostenuta

Il 50% della spesa sostenuta per la ristrutturazione della porta o dei serramenti lo si potrà detrarre se si acquistano i seguenti articoli:

  • Porte blindate, porte rinforzate, grate;
  • Rilevatori di apertura e rilevatori di effrazioni nei serramenti;
  • Centraline per i furti ed apparecchi simili;
  • Telecamere a circuito chiuso (valgono anche quelle collegate con stazioni di vigilanza);
  • Vetri antisfondamento;
  • Tapparelle metalliche o con blocchi;
  • Cancellate e recinzioni (sia in nuova installazione che in rafforzamento o sostituzione di quelle vecchie).

Come richiedere il Bonus Sicurezza

Il Bonus Sicurezza ha un tetto di spesa massima che non può superare i 96 mila euro (quindi con detrazione che arriva fino a 48 mila euro). Per richiederlo non è necessario inoltrare la pratica all’Enea, ma lo sconto in fattura e la cessione del credito si potranno avere solo se si ha già una pratica edilizia aperta (ad esempio CILA o SCIA). I pagamenti potranno essere effettuati tramite bonifico bancario o postale indicando la causale del versamento (cioè numero e data di fattura), il codice fiscale di chi richiede il bonus e la Partita Iva del venditore dei sistemi di sicurezza.