Ogni operazione chirurgica può portare con sé dei rischi di cui il paziente viene sempre prontamente informato. Accade però delle volte in cui le complicanze non derivano dalla pericolosità in sé dell’intervento, ma sono provocate da colpe umane o carenze della struttura ospedaliera.
In questi casi il paziente può richiedere giustizia attraverso assistenza legale e attraverso figure come il Tribunale del malato.
Come si può accertare la presenza di colpa medica?
Le denunce fatte in Italia ogni anno arrivano a circa 35.000, ma come si fa a capire e si è stati oggetto di malasanità? Innanzitutto, la tutela dei diritti del malato, prevede che ogni paziente sia informato a dovere e in modo chiaro sulla sua situazione clinica.
Viene da sé che se dopo un intervento di routine senza particolari rischi, vi ritrovate con delle conseguenze gravi è importante fare degli approfondimenti. Come apprendiamo da questo sito specializzato spesso anche la gravidanza stessa è oggetto di episodi di malasanità. A livello giuridico per stabilire un’eventuale colpa umana devono essere soddisfatti alcuni requisiti: innanzitutto deve essere comprovato un nesso causale tra le azioni, o le mancanze da parte del medico e l’esito negativo dell’operazione.
Questo elemento è fondamentale perché ci permette di stabilire che la condotta omissiva o attiva del medico ha causato la lesione del paziente. Per dimostrare il nesso causale è necessario dunque valutare se, nel caso in cui il medico avesse seguito correttamente tutte le procedure, gli effetti sul paziente sarebbero stati gli stessi. Si parla in questo caso di prevedibilità ed evitabilità: il giudice per valutare il tutto deve tenere conto della natura dell’intervento, delle effettive condizioni peggiorative del paziente, della specializzazione del dottore e se sono state messe in pratica le linee guida.
I tipi di errori medici e come riconoscerli
Come accennato, ci si trova di fronte ad un errore sanitario quando un dottore esegue un’azione contro norma o se non mette in atto azioni che era obbligato a tenere. Gli errori si possono distinguere in quelli umani che possono essere attivi (eseguiti direttamente dall’operatore in contatto con il paziente) o latenti (riferibili cioè al sistema per intero).
Si possono avere poi delle violazioni, cioè comportamenti che vanno contro norme o regolamenti o infine errori organizzativi, ovvero legati ad una mala organizzazione della struttura. L’errore sanitario si può avere anche nel caso di prescrizioni di farmaci sbagliate: ad esempio quando viene prescritto un farmaco non idoneo, un dosaggio sbagliato, somministrazione ecc.
Gli errori chirurgici si hanno invece durante l’operazione stessa, dovuta a colpa del dottore che può lasciare corpi estranei nel paziente, lesionare degli organi o addirittura eseguire interventi non necessari. Rientrano nella categoria anche eventuali ritardi nel trattamento della patologia o il riconoscimento della stessa, che, come conseguenza principale, toglie il diritto alla persona di potersi curare.
In ognuno di questi casi, occorre sempre rivolgersi ad avvocati specializzati in materia di malasanità, così da ottenere una giusta difesa legale e poter richiedere così un risarcimento del danno in tribunale.
